Alla luce dei risultati delle urne di queste ultime elezioni europee, si evidenzia un paradosso che andrebbe analizzato in maniera molto più approfondita rispetto alle mie capacità di analisi.
Il paradosso del fallimento del sistema capitalistico contemporaneo ha portato al fallimento elettorale della sinistra europea.
L’ attuale crisi economica viene imputata ad un capitalismo esasperato e scarsamente regolamentato ma gli elettori invece di punire le ideologie che da sempre si rifanno a questo sistema economico hanno deciso di boicottare tutte le compagini di avversa propensione.
Hanno deciso di punire le compagini che nel tentativo di perseguire una politica economica più moralmente sostenibile, quando si sono trovate nella possibilità di fare qualcosa, invece di accorgersi di quello che gli squali della finanza stavano facendo, hanno sempre e perennemente prelevato dalle tasche delle classi che si prefiggevano di proteggere.
La sinistra europea esce da questa tornata elettorale con le ossa rotte.
E per quanto sofisticamente si cerchi mascherarlo, la debacle è un dato incontrovertibile.
Secondo il mio inutile parere tale risultato va però letto non solo alla luce di questa crisi economica ma ha radici più profonde. Radici saldamente connesse al malessere sociale che pervade il modello di integrazione etnica che si è cercato di sviluppare in questo percorso costitutivo dell’ Unione Europea.
Disegnare confini sulle carte geografiche, ammettere, annettere o lasciar aderire realtà culturalmente diverse tra loro in modo in questo modo “ex Ufficio”, non funziona.
Il flusso di immigrazione che è cresciuto in maniera esponenziale dall’ apertura delle frontiere non ha portato ad un amalgama ma ad una emulsione.
I vari gruppi etnici non si sono integrati e miscelati bensì confusi e coagulati e la gente vorrebbe che questo flusso cessasse.
Per questo vota la destra. Perché fondamentalmente la gente è XENOfoba.
Ha paura, cioè, degli stranieri.
La gente odia salire su treni colmi di odori cui non è abituata, è terrorizzata quando passeggia in vicoli in cui sente solo idiomi che non comprende, si spaura nel guardare insegne in lingue che non conosce, teme costantemente che dietro un burka ci sia un kamikaze. La gente si sente straniera in casa propria.
GIUSTO O SBAGLIATO CHE SIA QUESTO E’ QUELLO CHE LA GENTE SENTE.
E l’ errore è non comprenderlo, l’ errore è credere che invitando all’ accoglienza, citando sacri richiami alla tolleranza, al rispetto del diverso si ottenga in modo automatico l’ accettazione di queste realtà così aliene della nostre radici storiche.
NON E’ COSI’.
Lo dimostrano i risultati di questa tornata elettorale.
Vanno ricercati nuovi modelli di regolamentazione e tempistiche del flusso di immigrazione.
D’ accordo, forse con la mia franchezza farò storcere il naso a qualcuno, ma a me piace parlare nella maniera più onesta e chiara possibile.
E non voler accettare questa lettura del voto significa semplicemente nascondere la testa sotto la sabbia.
pensa troppo ... riflessioni sull' uomo, l' italia... magliano sabina...
martedì 9 giugno 2009
lunedì 8 giugno 2009
venerdì 5 giugno 2009
Su certi episodi....
Desidero comunicare la mia solidarietà al Sig, Giulio Falcetta.
A volte la giovane età e la passione delle proprie convinzioni può portare a cedere ad una foga nell’ esporre le proprie argomentazioni facilmente fraintendibile, MA SONO CERTO che nell’ agire del Sig. Falcetta non vi fosse nessun intento intimidatorio ne alcuna premeditazione.
Reputo altresì deprecabile la mancanza di discernimento dimostrata da alcuni personaggi, che non sono riusciti a ricondurre alle giuste proporzioni un evento causato dai toni eccessivamente alti raggiunti durante questa competizione politica.
L’ agone politico per quanto possa spingere al limite il sentire di chi ci si impegna dovrebbe essere luogo di rispetto e sereno confronto, l’ atteggiamento di alcuni personaggi colpevoli di aver esacerbato gli animi dei , senza per altro essere loro stessi parte di in causa di questo pugnare, è vergognoso.
Carissimo Giulio, mi permetto di consigliarle di porgere delle scuse per la “vivacità” delle sue rimostranze solo per una dimostrazione di buona educazione (quale sono certo lei abbia ricevuto e sia solito sfoggiare), ma le rinnovo la mia attestazione di stima la invito a guardare avanti e proseguire a testa alta per la sua strada. Chi è più intelligente la finisce per primo e io non ho dubbi su chi lo sia.
A volte la giovane età e la passione delle proprie convinzioni può portare a cedere ad una foga nell’ esporre le proprie argomentazioni facilmente fraintendibile, MA SONO CERTO che nell’ agire del Sig. Falcetta non vi fosse nessun intento intimidatorio ne alcuna premeditazione.
Reputo altresì deprecabile la mancanza di discernimento dimostrata da alcuni personaggi, che non sono riusciti a ricondurre alle giuste proporzioni un evento causato dai toni eccessivamente alti raggiunti durante questa competizione politica.
L’ agone politico per quanto possa spingere al limite il sentire di chi ci si impegna dovrebbe essere luogo di rispetto e sereno confronto, l’ atteggiamento di alcuni personaggi colpevoli di aver esacerbato gli animi dei , senza per altro essere loro stessi parte di in causa di questo pugnare, è vergognoso.
Carissimo Giulio, mi permetto di consigliarle di porgere delle scuse per la “vivacità” delle sue rimostranze solo per una dimostrazione di buona educazione (quale sono certo lei abbia ricevuto e sia solito sfoggiare), ma le rinnovo la mia attestazione di stima la invito a guardare avanti e proseguire a testa alta per la sua strada. Chi è più intelligente la finisce per primo e io non ho dubbi su chi lo sia.
venerdì 29 maggio 2009
LIBERA SATIRA IN LIBERO STATO
Ricevo e pubblico:
"So tre ore che scrivo e m’ arrovello.
Butto ggiù due versi e poi cancello.
Me viè a figura giusta e a rima secca
poi ce guardo mejo e ce rtrovo a pecca.
E ve giuro che nun lo faccio pe paura
è che vorrebbe sfuggì da sta censura
ch’ imperversa ormai da quarche mese
sulle paggine de quarche bloghhe majanese.
Oh, sia ben chiaro, scortatime e ntennete
che nun ve voglio offenne in alcun modo
dico solo che cosi facenno fate er gioco
du lupo niscosto dentro a pelle de n’agnello
È politica sopraffina, campagna elettorale,
ce la insegna ,dice essu, e ce se a pavone
ma a me me fa solo calà giù u pallone.
Fosse na ciumaca chiederei a Liberatore
Je a caccasse essu un po’ cacciallo
ma è un cristiano e tocca sopportallo
pure se a setillo me rintorcina er core,
e a leggello me sale in a bile in gola,
perché solo de cattieria me fa scola
che offenne e nun vo esse offeso
e in nome der futuro de majanu
c’ ha un proggetto sudde e manu:
vorrebbe cortivà i piani a zizzania
e pe crescella nnaffialla co l’ ingiuria"
mi sembra un bell'esempio di satira, e se qualcuno dovesse offendersi... allora E' un bell' esempio di satira, ed io che sono realmente super partes mi posso permettere di pubblicarlo.
"So tre ore che scrivo e m’ arrovello.
Butto ggiù due versi e poi cancello.
Me viè a figura giusta e a rima secca
poi ce guardo mejo e ce rtrovo a pecca.
E ve giuro che nun lo faccio pe paura
è che vorrebbe sfuggì da sta censura
ch’ imperversa ormai da quarche mese
sulle paggine de quarche bloghhe majanese.
Oh, sia ben chiaro, scortatime e ntennete
che nun ve voglio offenne in alcun modo
dico solo che cosi facenno fate er gioco
du lupo niscosto dentro a pelle de n’agnello
È politica sopraffina, campagna elettorale,
ce la insegna ,dice essu, e ce se a pavone
ma a me me fa solo calà giù u pallone.
Fosse na ciumaca chiederei a Liberatore
Je a caccasse essu un po’ cacciallo
ma è un cristiano e tocca sopportallo
pure se a setillo me rintorcina er core,
e a leggello me sale in a bile in gola,
perché solo de cattieria me fa scola
che offenne e nun vo esse offeso
e in nome der futuro de majanu
c’ ha un proggetto sudde e manu:
vorrebbe cortivà i piani a zizzania
e pe crescella nnaffialla co l’ ingiuria"
mi sembra un bell'esempio di satira, e se qualcuno dovesse offendersi... allora E' un bell' esempio di satira, ed io che sono realmente super partes mi posso permettere di pubblicarlo.
lunedì 18 maggio 2009
Tirrem Innanz
Mi vergogno di ammettere di avere procrastinato troppo a lungo queste mie affermazioni.
Speravo che nel tempo determinati atteggiamenti, certa foga nell’ esporre, un determinato essere battagliero fino al parossismo andasse scemando.
Nulla, l’ ineducazione di alcuni elementi che si sentono depositari della verità e della saggezza, ma spesso anche di Sense of Humor (mi dispiace ma non ne hai, neanche un po’. Non sei neanche lontanamente simpatico, lo sai che sto parlando di te vero?), il “bastiancontrarismo” (se mi passate il termine) di alcuni altri personaggi, la voglia di protagonismo di quasi tutti, sta delineando le linee della prossima tornata elettorale.
E non sono positive.
Non sarà una tornata elettorale, è già una guerra tra Guelfi e Ghibellini.
Fazioni oltretutto divise al loro interno in Guelfi rosso scuro e rosso chiaro, Ghibellini neri, azzurri, bianchi e multicolor.
Si, c’ è qualcuno che è veramente animato da buoni propositi ( anche se ricordo che la via dell’inferno è lastricata proprio di quelli…) forse anche perché ancora giovane non guastato dalla troppa frequentazione di determinati ambienti, ma per il resto….
Avete perso di vista il bersaglio.
Dare una vera svolta al paese, con elenchi (liste?) simili?
Le squadre zoppicano. Questi “Nemmenu co u fir de ferru je se a caccerebbe a strignelli assieme”.
E secondo il mio inutile e sciocco parere ne uscirà vincitore solo Lini, che avrà l’ occasione per dimostrare la sua forza al PD, e lasciar assaporare il gusto amaro dell’ irriconoscenza della gente e delle difficoltà dell’ amministrare agli altri..
Speravo che nel tempo determinati atteggiamenti, certa foga nell’ esporre, un determinato essere battagliero fino al parossismo andasse scemando.
Nulla, l’ ineducazione di alcuni elementi che si sentono depositari della verità e della saggezza, ma spesso anche di Sense of Humor (mi dispiace ma non ne hai, neanche un po’. Non sei neanche lontanamente simpatico, lo sai che sto parlando di te vero?), il “bastiancontrarismo” (se mi passate il termine) di alcuni altri personaggi, la voglia di protagonismo di quasi tutti, sta delineando le linee della prossima tornata elettorale.
E non sono positive.
Non sarà una tornata elettorale, è già una guerra tra Guelfi e Ghibellini.
Fazioni oltretutto divise al loro interno in Guelfi rosso scuro e rosso chiaro, Ghibellini neri, azzurri, bianchi e multicolor.
Si, c’ è qualcuno che è veramente animato da buoni propositi ( anche se ricordo che la via dell’inferno è lastricata proprio di quelli…) forse anche perché ancora giovane non guastato dalla troppa frequentazione di determinati ambienti, ma per il resto….
Avete perso di vista il bersaglio.
Dare una vera svolta al paese, con elenchi (liste?) simili?
Le squadre zoppicano. Questi “Nemmenu co u fir de ferru je se a caccerebbe a strignelli assieme”.
E secondo il mio inutile e sciocco parere ne uscirà vincitore solo Lini, che avrà l’ occasione per dimostrare la sua forza al PD, e lasciar assaporare il gusto amaro dell’ irriconoscenza della gente e delle difficoltà dell’ amministrare agli altri..
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