pensa troppo ... riflessioni sull' uomo, l' italia... magliano sabina...

venerdì 5 giugno 2009

Su certi episodi....

Desidero comunicare la mia solidarietà al Sig, Giulio Falcetta.
A volte la giovane età e la passione delle proprie convinzioni può portare a cedere ad una foga nell’ esporre le proprie argomentazioni facilmente fraintendibile, MA SONO CERTO che nell’ agire del Sig. Falcetta non vi fosse nessun intento intimidatorio ne alcuna premeditazione.
Reputo altresì deprecabile la mancanza di discernimento dimostrata da alcuni personaggi, che non sono riusciti a ricondurre alle giuste proporzioni un evento causato dai toni eccessivamente alti raggiunti durante questa competizione politica.
L’ agone politico per quanto possa spingere al limite il sentire di chi ci si impegna dovrebbe essere luogo di rispetto e sereno confronto, l’ atteggiamento di alcuni personaggi colpevoli di aver esacerbato gli animi dei , senza per altro essere loro stessi parte di in causa di questo pugnare, è vergognoso.
Carissimo Giulio, mi permetto di consigliarle di porgere delle scuse per la “vivacità” delle sue rimostranze solo per una dimostrazione di buona educazione (quale sono certo lei abbia ricevuto e sia solito sfoggiare), ma le rinnovo la mia attestazione di stima la invito a guardare avanti e proseguire a testa alta per la sua strada. Chi è più intelligente la finisce per primo e io non ho dubbi su chi lo sia.

venerdì 29 maggio 2009

LIBERA SATIRA IN LIBERO STATO

Ricevo e pubblico:



"So tre ore che scrivo e m’ arrovello.
Butto ggiù due versi e poi cancello.
Me viè a figura giusta e a rima secca
poi ce guardo mejo e ce rtrovo a pecca.
E ve giuro che nun lo faccio pe paura
è che vorrebbe sfuggì da sta censura
ch’ imperversa ormai da quarche mese
sulle paggine de quarche bloghhe majanese.
Oh, sia ben chiaro, scortatime e ntennete
che nun ve voglio offenne in alcun modo
dico solo che cosi facenno fate er gioco
du lupo niscosto dentro a pelle de n’agnello

È politica sopraffina, campagna elettorale,
ce la insegna ,dice essu, e ce se a pavone
ma a me me fa solo calà giù u pallone.
Fosse na ciumaca chiederei a Liberatore
Je a caccasse essu un po’ cacciallo
ma è un cristiano e tocca sopportallo
pure se a setillo me rintorcina er core,
e a leggello me sale in a bile in gola,
perché solo de cattieria me fa scola
che offenne e nun vo esse offeso
e in nome der futuro de majanu
c’ ha un proggetto sudde e manu:
vorrebbe cortivà i piani a zizzania
e pe crescella nnaffialla co l’ ingiuria"







mi sembra un bell'esempio di satira, e se qualcuno dovesse offendersi... allora E' un bell' esempio di satira, ed io che sono realmente super partes mi posso permettere di pubblicarlo.

lunedì 18 maggio 2009

Tirrem Innanz

Mi vergogno di ammettere di avere procrastinato troppo a lungo queste mie affermazioni.
Speravo che nel tempo determinati atteggiamenti, certa foga nell’ esporre, un determinato essere battagliero fino al parossismo andasse scemando.
Nulla, l’ ineducazione di alcuni elementi che si sentono depositari della verità e della saggezza, ma spesso anche di Sense of Humor (mi dispiace ma non ne hai, neanche un po’. Non sei neanche lontanamente simpatico, lo sai che sto parlando di te vero?), il “bastiancontrarismo” (se mi passate il termine) di alcuni altri personaggi, la voglia di protagonismo di quasi tutti, sta delineando le linee della prossima tornata elettorale.
E non sono positive.
Non sarà una tornata elettorale, è già una guerra tra Guelfi e Ghibellini.
Fazioni oltretutto divise al loro interno in Guelfi rosso scuro e rosso chiaro, Ghibellini neri, azzurri, bianchi e multicolor.
Si, c’ è qualcuno che è veramente animato da buoni propositi ( anche se ricordo che la via dell’inferno è lastricata proprio di quelli…) forse anche perché ancora giovane non guastato dalla troppa frequentazione di determinati ambienti, ma per il resto….
Avete perso di vista il bersaglio.
Dare una vera svolta al paese, con elenchi (liste?) simili?
Le squadre zoppicano. Questi “Nemmenu co u fir de ferru je se a caccerebbe a strignelli assieme”.
E secondo il mio inutile e sciocco parere ne uscirà vincitore solo Lini, che avrà l’ occasione per dimostrare la sua forza al PD, e lasciar assaporare il gusto amaro dell’ irriconoscenza della gente e delle difficoltà dell’ amministrare agli altri..

martedì 5 maggio 2009

TUTTI POSSONO SBAGLIARE (io per primo)

Cambia lo scenario delle amministrative, da ultimi “rumors” l’uscente compagine non ricandiderà i suoi esponenti. Venuta meno l’intesa con il PD, i “Liniani” hanno deciso in blocco di non presentarsi né in maniera autonoma né sotto altri vessilli.
Scelta coerente, ma secondo me anche di forza.
Di forza perché a questo punto vengono meno determinati equilibri che comporteranno un rovesciamento dei baricentri politici.
Mi spiego.

Vincerà (di poco) “Insieme per Magliano”.

I “Liniani” saranno i veri vincitori delle elezioni, perché avranno in questo modo la possibilità di dimostrare il loro peso specifico e forse il PD aprirà gli occhi sulla nuova direttrice della scena politica.
Ovvero la morte dell’immutabilità dell’idea.
Forti di quarant’ anni di abitudine il direttivo locale del PD, EX PDS, EX PC EX (vi prego aiutatemi… credo di non essere in grado di ricostruire tutti i passaggi e i cambi di nome…), vive a tutt’ oggi nell’illusione di essere il motore immobile dell’elettorato.
Sbagliato.
L’elettorato di Magliano è cambiato. C’ è stato un rinnovamento generazionale e la gente non vota più solo perché vede una Falce e Martello, che sia mimetizzata tra le radici di una Quercia, sotto le fronde di un Ulivo, vicino alla pentola alla fine dell’Arcobaleno o tra i colori di una Bandiera della Pace o Italiana.
La gente vota la gente.
Per clientelismo, per dispetto, per interesse, per fiducia, per parentela o per simpatia.
La gente vota la gente.
Quasi tutta.
Loro prenderanno i voti di quel “quasi”.
E non basteranno.
Così per “Insieme per Magliano” si apriranno le porte del Comune.

Ma attenzione.
Passata la sbronza elettorale, ci si accorgerà del perché la peggiore maledizione cinese recita:
“possano i tuoi sogni realizzarsi”.

mercoledì 29 aprile 2009

CANE MANGIA CANE

La sinistra italiana nasce come partito d’ opposizione.
La diffusione sul territorio, la forte presa emotiva sui superstiti della seconda guerra, l’ abilità oratoria di dirigenti formati alla scuola di partito, il fascino indiscusso (ed indiscutibile) dell’ idea dell’ uguaglianza, la presenza di nemici definiti e definibili (capitalismo e padroni) ma anche la consapevolezza del proprio ruolo e dell’ impossibilità della responsabilità di governo (conventio ad escludendum) sono state le fondamenta su cui quest’ area politica ha edificato la propria fortuna.

Ora il momento storico è cambiato, il senso di tutto ciò va svanendo e con esso l’ identità stessa dell’ essere di sinistra comincia a fare sinistri (involontario gioco di parole) scricchiolii.

Ne nasce una parcellizzazione incredibile di quello che era un movimento coeso e unitario che ha portato alla situazione attuale.
Situazione che vede tutti i tentativi di riunificazione concludersi in un una immiscibile emulsione.

Da ciò trae vantaggio solo il “Cavaliere Mascarato” che, pessimo politico ma grande venditore,
ha saputo accordare il suo strumento al diapason della gente comune.La gente che ha perso interesse alla bagarre politica e che è più interessata al saldo dei propri conti correnti che alla Lotta di Classe.

Emblematica è l’ immagine che vien fuori dai vari congressi di partito:
Si prospetta una nuova generazione di politici “professionali” preparati (a volte anche poco e male) a gestire in modo aziendale le sorti dei loro partiti.

In tutto questo la nota dissonante risulta essere quella dei partiti di sinistra che vedono sfornati dalle fucine dei loro laboratori politici personaggi privi di quell’ appeal proletario che li rende “fascinosi” al loro elettorato storico.
Si, perché, soprattutto a sinistra si è perso contatto con il “popolo”.
La Classe Operaia, il Proletariato Moderno, non si vede più rappresentato da questa èlite “culturosa” e saccente.
Il messaggio che una volta era diretto e chiaro è divenuto fumoso e parolaio.
Si è passato dagli scantinati sede dei vari comitati ai Loft. Dai Circoli Benassi ai Country Club.
E la gente fatica a metabolizzare questi cambiamenti.

Dall’ altro lato la “laicizzazione” della media borghesia ha fatto breccia nei cuori dei “busta-pagati” che, unici impossibilitati al mascheramento dei redditi, sono da sempre il bacino dal quale si attinge acqua per innaffiare le politiche dispendiose di certa sinistra.

La cosa mi preoccupa, perché finché non vi sarà una presa di coscienza dei vertici di sinistra sarà difficile avere la giusta contrapposizione di forze necessarie ad un dibattito dualistico.
Rischiamo che la contrapposizione sia solo scontro rancoroso (come del resto ormai da anni) ma in una nuova dimensione di solo antagonismo, scevro da un qualsiasi voglia rappresentare esigenze e sentimenti dell’ elettorato.
A parte quello di antipatia verso il Berlusca.